Una volta si stava meglio, ma è davvero così?

Ai miei tempi si stava meglio.

Si stava meglio quando si stava peggio.

Quante volte ho sentito queste frasi…

Quasi ogni volta che filosofeggio con una persona molto in là con gli anni (e non che io sia chissà quanto giovane, anzi…), mi sento dire:

Ehhh… ai miei tempi si stava molto meglio, era tutto più bello.

La musica era più bella non come le porcherie di oggi, le amicizie migliori, più vere.

Non perdevamo tempo appresso a internet, smartphone, videogiochi. Scendevamo in strada, giocavamo, correvamo, ci sbucciavamo le ginocchia un giorno si e l’altro pure.

Il cibo era più buono, genuino, fatto in casa, non cerano le schifezze biologiche di oggi giorno (schifezze..? ndr). Non si usavano così tanti fertilizzanti o anti-parassiti.

Le ragazze non si conoscevano virtualmente su internet, non cerano tutti questi messaggini che non fanno altro che rincretinirti. Non si poteva stalkerare il proprio partner (o aspirante partner) sui social network. C’era più riservatezza, mistero.

Al ristorante o pizzeria ci guardavamo negli occhi e ci tenevamo la mano, non come oggi che in mano hai lo smartphone e gli occhi sullo schermo. (Questo è vero ma non tutti sono così fortunatamente. ndr)

Se eri interessato ad una ragazza dovevi mostrare le palle e con tutta la timidezza del mondo ma dovevi farti avanti dal vivo. Dovevi corteggiarla, regalarle dei fiori, scriverle lettere e aspettare la risposta.

Era tutto più romantico, più bello, più lento, e quando una cosa è più lenta la assapori meglio.

Il ricordo nostalgico dei tempi andati

Potrei andare avanti ancora per molto riportando tutto ciò che mi sono sempre sentito dire, ma il mio scopo non è catalogare questi pensieri, ma farci una breve riflessione sopra.

E’ davvero possibile stabilire oggettivamente se siano migliori i tempi andati o i giorni nostri? Magari in alcuni casi si, non lo so. Ma secondo me la questione è estremamente soggettiva e soprattutto ciclica.

Un uomo o donna che sia che vada magari dai 40 anni in su sarà sempre portato a pensare che i suoi tempi, si che erano bei tempi! Ma perché gli ricordano i bei anni passati e non necessariamente perché lo erano a prescindere.

Gli anni della sua gioventù, quando sentiva di avere il mondo in mano. Gli anni delle vere amicizie, che magari nel tempo ha perduto e per questo ricorda con molto affetto e un pizzico di malinconia.

Gli anni dei primi amori, la prima cotta per qualcuno/a. Quando per la prima volta doveva corteggiare la ragazza per cui aveva perso la testa. Oppure, se donna, la prima volta che ha ricevuto in regalo dei fiori… Le prime uscite, le prime litigate.

Le prime batoste che ti infligge la vita, in amore o amicizia, ma che sono servite a farli crescere e a farli diventare uomini o donne.

E più passa il tempo, più ti allontani dagli anni della tua gioventù, e più ricordi i tuoi tempi (andati) come i più belli di sempre.

E ovviamente non paragonabili ai giorni attuali, dove non hai più quella scintilla negli occhi che avevi negli anni della tua gioventù. O comunque non più così luminosa.

Questione di generazioni e ciclicità

E il processo si ripete, generazione dopo generazione.

Quando avremo 60 anni anche noi ricorderemo gli anni della gioventù come i più belli di sempre, e magari parlando con un ragazzo di 20 anni gli diremo le stesse cose che ci sentiamo dire oggi.

Ai miei tempi era tutto più bello…

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